1. Come accade solitamente
Il naming arriva spesso in fase esplorativa: brainstorming, proposta veloce, “mandami qualche idea”.
Tu prepari una lista:
nomi, payoff, slogan, varianti, magari con una breve spiegazione.
Il cliente legge, inoltra, commenta. Le proposte iniziano a circolare:
- tra marketing e direzione
- tra soci o stakeholder
- a volte verso altri consulenti
Poi succede qualcosa di familiare:
uno dei nomi “non scelti” ricompare, magari leggermente modificato. Oppure uno slogan viene riutilizzato in una campagna futura.
Un aneddoto classico: un copywriter propone “Accendi il cambiamento”. Il cliente lo scarta. Sei mesi dopo lancia una campagna con “Accendi il tuo cambiamento”. Nessuno ricorda esattamente da dove sia arrivato.
Il naming ha una caratteristica unica: è breve, memorabile e facilissimo da riutilizzare.
2. Cosa devi dimostrare
Con naming e slogan, il punto è dimostrare che quelle espressioni esistevano già, in forma precisa e in un certo momento.
Nel concreto:
- che il nome o lo slogan erano già formulati
- che facevano parte di una proposta strutturata
- che erano legati a un contesto specifico (brand, progetto)
- che esistevano in quella forma in una certa data
- che eventuali varianti successive derivano da quelle
In pratica:
“Questa formulazione esisteva già così, prima di essere utilizzata o adattata.”
3. Cosa raccogliere
Per naming e slogan è fondamentale documentare sia le parole sia il contesto in cui nascono.
Raccogli:
- documento con tutte le proposte (nomi, slogan, varianti)
- spiegazioni o razionali (perché funzionano, significato)
- eventuali alternative o shortlist
- brief ricevuto dal cliente
- e-mail o messaggi di invio
- screenshot di presentazioni o slide
- note di brainstorming rilevanti
- eventuali feedback o commenti
Un dettaglio utile: una lista strutturata con più proposte è più forte di un singolo nome isolato. Mostra il lavoro creativo dietro.
4. Come procedere
La protezione efficace parte prima dell’invio delle proposte.
Quando hai il materiale pronto:
- organizza naming e slogan in un documento chiaro
- includi contesto e spiegazioni
- esporta una versione stabile (PDF o documento definitivo)
- assegna un nome file preciso (cliente + data + naming)
Poi:
- usa ExistBefore per fissare quella versione
- conserva il file originale senza modificarlo
- invia le proposte tramite un canale tracciabile
Durante il processo:
- crea nuove versioni se aggiungi o modifichi proposte
- evita di sovrascrivere il documento originale
- conserva anche le proposte scartate
Un’abitudine utile: ogni lista di naming è una fotografia di un momento creativo. Vale la pena conservarla così com’è.
5. Errori da evitare
Alcuni comportamenti rendono naming e slogan difficili da tutelare:
- inviare idee sparse in chat senza raccoglierle in un file
- non salvare una versione completa delle proposte
- condividere solo il nome senza contesto
- aggiornare continuamente lo stesso documento
- usare nomi di file generici
Accorgimenti utili:
- collega sempre le proposte a un progetto specifico
- conserva anche le spiegazioni, non solo le parole
- evita materiali facilmente riutilizzabili senza riferimenti
L’attestazione gratuita ti consente di fissare rapidamente ogni proposta, così resta chiaro quando e come è stata formulata.
6. Dopo la documentazione
Una volta documentate le proposte, puoi gestire meglio anche ciò che accade dopo.
Puoi:
- chiarire con il cliente quali nomi fanno parte della proposta
- monitorare eventuali utilizzi nel tempo
- riutilizzare tu stesso alcune idee in altri contesti
- costruire un archivio dei tuoi lavori creativi
Se emergono somiglianze:
- confronta le formulazioni
- verifica le versioni documentate
- avvia un confronto basato su elementi concreti
Quando naming e slogan sono tracciati nel tempo, diventa molto più semplice capire da dove nasce una parola… e dove finisce.