1. Come accade solitamente
Presenti 3 o 4 proposte. Magari anche più varianti: colore, font, icona, versione compatta.
Il cliente le condivide internamente: marketing, direzione, magari anche qualche partner esterno. I file viaggiano. Vengono scaricati, stampati, modificati.
Poi succede qualcosa di curioso:
- una variante “non scelta” riappare in forma leggermente modificata
- un altro designer viene coinvolto con il tuo materiale come base
- il logo evolve, ma mantiene struttura e proporzioni del tuo
Un designer raccontava di aver presentato un logo con una costruzione geometrica molto precisa. Il cliente lo scarta. Due mesi dopo pubblica un marchio diverso, ma con la stessa griglia di costruzione. Coincidenza difficile da ignorare.
Il punto è che il logo, a differenza di altri asset, è facilmente smontabile e ricostruibile.
2. Cosa devi dimostrare
Qui il focus è dimostrare che quelle soluzioni visive esistevano già, in modo definito e articolato.
Nel concreto:
- che il logo (e le varianti) erano già progettati
- che includevano scelte specifiche (forme, proporzioni, tipografia)
- che esistevano in una certa versione in una certa data
- che le varianti fanno parte dello stesso processo creativo
- che eventuali soluzioni successive derivano da quelle
In pratica:
“Queste soluzioni grafiche erano già sviluppate così, prima di qualsiasi evoluzione successiva.”
3. Cosa raccogliere
Per i loghi è fondamentale documentare sia il risultato sia la costruzione.
Raccogli:
- file sorgente (AI, SVG, PSD, ecc.)
- esportazioni in PDF o immagini delle varianti
- tavole di presentazione (logo + applicazioni)
- griglie costruttive o schemi geometrici
- varianti colore e tipografiche
- e-mail o messaggi di invio al cliente
- brief iniziale
- eventuali feedback o revisioni
- screenshot delle presentazioni o call
Un dettaglio molto utile: una tavola che mostra tutte le varianti insieme racconta meglio il lavoro rispetto a file separati.
4. Come procedere
La protezione efficace parte prima della presentazione al cliente.
Quando hai le proposte pronte:
- organizza le varianti in un set coerente (tavola o PDF)
- esporta versioni stabili (PDF o immagini ad alta qualità)
- assegna nomi chiari ai file (cliente + data + concept)
Poi:
- usa ExistBefore per fissare l’intero pacchetto
- conserva i file sorgente separatamente
- invia il materiale tramite un canale tracciabile
Durante le revisioni:
- crea nuove versioni per ogni modifica rilevante
- evita di sovrascrivere i file precedenti
- documenta anche le varianti scartate
Un’abitudine utile: considera anche le varianti “non approvate” come parte del tuo patrimonio creativo documentato.
5. Errori da evitare
Alcuni comportamenti rendono difficile tutelare il lavoro sul logo:
- inviare solo immagini isolate senza contesto
- non conservare i file sorgente
- lavorare sempre sullo stesso file aggiornandolo
- non salvare le varianti scartate
- usare nomi generici come “logo_finale.png”
Accorgimenti utili:
- mantieni sempre una versione completa del progetto
- conserva la logica costruttiva, non solo l’estetica
- evita file facilmente riutilizzabili senza riferimenti
L’attestazione gratuita ti permette di fissare ogni fase del progetto, così resta chiaro quando e come sono nate le diverse soluzioni.
6. Dopo la documentazione
Una volta che hai documentato il lavoro, puoi gestire meglio anche le evoluzioni del progetto.
Puoi:
- chiarire quali varianti fanno parte della proposta
- gestire revisioni e nuove richieste con maggiore controllo
- confrontare eventuali sviluppi successivi
- costruire un archivio ordinato dei tuoi progetti
Se emergono somiglianze con altri lavori:
- confronta le strutture grafiche
- verifica le varianti documentate
- valuta un confronto diretto basato su elementi concreti
Quando ogni versione del logo è tracciata, diventa molto più semplice spiegare l’origine di una soluzione visiva.